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Unghie da salone, unghie da fiera, unghie da gara, unghie da sfilata… ma quante unghie?

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In questi giorni credo che tutti le abbiamo viste: le “Unghie Pelose”.

I media ed i social hanno rilanciato e rimbalzato la notizia, il pubblico ha reagito e nel pubblico anche noi, professioniste delle unghie.

Al grido di “orribili, mai nella vita, trend inguardabile” e chi più ne ha più ne metta, questa nail art ha diviso. E sono più quelli che non hanno abbracciato l’idea di quelli che l’hanno fatto.

Ma siamo davvero sicuri di aver capito cosa abbiamo visto?

Non credo proprio.

Quelle unghie non sono “una tendenza nails” da interpretare pedissequamente. Sono unghie create per una sfilata di moda, da un team di creativi delle unghie, per vestire e mettere un accento ad UNO SHOW DI MODA. Le unghie sono parte di uno spettacolo e servono a raccontare una storia ed un trend immaginato dallo stilista per la sua collezione e la sua sfilata, non sono la storia. O il trend.

Esattamente come succede per il make-up o le acconciature. Un esempio fra tutti?
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Si tratta di un make-up look creato ad arte per raccontare la storia ed il concept della sfilata di Alexander McQueen autunno/inverno 2014-2015.

Così è come Vogue (e dico Vogue, eh!) riporta la notizia: “This season “wild beauty” was the theme at Alexander McQueen. “I wanted to see women’s faces again, free them a bit” Sarah Burton confided. A powerful concept which Pat McGrath worked to recreate through a neo-futuristic make-up look, with exaggerated eyebrows of black feathers and copper-colored metallic shadow around the eyes. Guido Palau created cornrows in a spiral on the models’ heads and left two long strands to frame their faces.”

Il tono e lo stile in cui la notizia è riportata è ben lontano dal circo che si crea quando l’estro è legato, invece, alle unghie. Perché?

Perché tutti, noi professionisti delle ughie per primi, tendiamo a “dare addosso” e a non elevare, davvero e fino in fondo, la nostra professione ad una vera e propria forma d’arte.

Se non siamo coscienti che noi, al pari dei Make-Up Artist e degli Hair Stylist, siamo appunto ARTIST, nessuno riconoscerà mai per noi questo status. E la nostra professione resterà sempre a lato, una “cosa di servizio”, un aspetto marginale nel panorama della bellezza e del glamour che invece può generare.

Ora, chiariamoci. Io non uscirei mai con delle unghie “pelose”. Il problema è che non sono state create per essere portate dalle donne ogni giorno. Sono un complemento artistico che si unisce ad altri elementi, all’interno di un evento ben preciso e limitato nel tempo, come quello di una sfilata di moda.

Noi onicotecniche non dovremmo mai e dico MAI appoggiare lo scherno che i media fanno della nostra arte e dell’apporto che può dare in contesti prestigiosi, come la passerella di uno stilista internazionale. Abbiamo sudato sette camicie per arrivare ad essere una industria, nel nostrio paese, ancora molto c’è da fare ma una cosa abbiamo il dovere di farla sempre: capire le situazioni e prenderci, anche di prepotenza quando occorre, il ruolo che ci spetta.

Quello di Artisti delle Unghie.

Altrimenti saremo sempre chiusi nel nostro provincialismo italiano, attenti all’orticello ma senza alcuna aspirazione a qualcosa di più, di meglio, di più grande. La verità è che ALMENO l’onicotecnica preparata DOVREBBE conoscere la differenza che esiste fra le cosidette “unghie da salone” ed unghie create, invece, per scopi e finalità differenti.

Facciamo un po’ di chiarezza e vediamo insieme le categorie più comuni:

  • Unghie da salone: sono le unghie che si creano ogni giorno per le clienti nei nostri centri. Sono pensate per essere comode e durature, per adattarsi ad occasioni diverse e per vestire lo stile personale della cliente. Che siano realizzate in gel, acrilico, smalto semipermanente o smalto classico, poco importa. Rispondono ad un bisogno individuale e, più o meno estrose, sono quelle che in gergo definiamo “unghie portabili”.
  • Unghie da gara: sono le unghie che una onicotecnica realizza per le competizioni di unghie fra professionisti. Devono rispondere a canoni estetici e proporzioni ben definite, normalmente non sono unghie che si portano nella vita comune.
  • Unghie da fiera: sono unghie che le onicotecniche chiamate a lavorare come dimostratrici, ad una fiera, creano su di se (a volte sulle modelle). Di solito sono pensate e realizzate con lo scopo di colpire l’attenzione di chi passa. In genere molto lunghe e/o accuratamente decorate con nail art da mille ed una notte, oppure super minimal e naturali, a seconda di cosa l’onicotecnica deve rappresentare seduta al tavolo da dimostrazione. Anche in questo caso, è molto difficile, soprattutto nel primo caso descritto, che siano impiegate nella normale vita da salone per clienti.
  • Unghie da dimostrazione: sono le unghie che l’educatrice-onicotecnica realizza in occasione dei corsi, dei workshop, delle giornate a porte aperte o delle fiere. Sono unghie che si curano meticolosamente nel più piccolo dettaglio, con dovizia di spiegazioni da parte dell’educatrice per i suoi interlocutori e movimenti rallentati per mostrare ogni fase del lavoro. Anche in questo caso, non si lavora così in salone.
  • Unghie da rivista: o editorial nails. Sono le unghie che si creano per una pubblicità o per servizi fotografici sulle riviste. Non sono unghie che devono durare nel tempo e di solito si cura molto più il lato estetico, il glamour, la nail art se è il caso, degli aspetti tecnici come resistenza e durata. Ancora una volta, non le unghie che si realizzano in salone.
  • Unghie da sfilata: dopo una lunga serie di briefing con lo stilista e/o il suo team, le nail artist scelgono con gli stessi, un elemento da sottolineare/esasperare dei temi e del concept della collezione. Lo stilista ed il suo team avranno SEMPRE l’ultima parola sulle unghie create per la sfilata perché servono a raccontatre la LORO storia, non quella delle nail artist che la realizzano o del brand nails che le sponsorizza.

Avete qualcos’altro da aggiungere a queste categorie?

Mi auguro di aver fatto un po’ di chiarezza per i non addetti ai lavori (e magari anche per alcuni di loro) e vi rassicuro: non andremo in giro con le unghie pelose nei prossimi mesi. Eppure, ne sono certa, quelle unghie “esagerate” e controverse, create per fare show, sapranno ispirare altre idee, più portabili, a chi ha occhi da vero artista… per vedere oltre.

Fatemi sapere cosa ne pensate nei commenti. Grazie di avermi letto fino a qui.

A presto!

Debora

 

 

Contatto media e business, PR Manager: Katia @ KA-C Katia Anna Calabrò

Disclaimer: la foto d’apertura è una ricostruzione unghie realizzata per un servizio fotografico, con elementi decorativi in oro a rilievo, da Debora Mara Piazza. Ogni riproduzione ed uso dell’immagine non autorizzato è proibito.

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Debora Mara Piazza
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8 Discussion to this post

  1. Patrizia scrive:

    Davanti alla Gioconda…penso che nessuno si sia mai permesso di criticare l aspetto fisico di chi è stato ritratto….ma si pensa alla bravura della autore…e così davanti a unghie particolari,bisogna considerare il contesto dove vengono presentate. …e ammirare l’idea di chi ci ha pensato…invece purtroppo….ormai non ci soffermiamo più a pensare un attimo prima di parlare. …ma critichiamo senza ragionarci…Immaginavo che nessuno avesse colto la parte artistica della cosa!!!!!

  2. Alek's scrive:

    Un’ispirazione sin dall’inizio

  3. Paola Pimpinelli scrive:

    Grazie per questo articolo, Debora. Sono d’accordo con te su tutti i punti. L’Arte si manifesta in infiniti modi e, sulle unghie, dovrebbe essere molto più condivisa sui social, a prescindere da quella che è la marca usata. Moltissime, cosiddette ONICOTECNICHE fanno a gara,sui social, a postare foto proprie magnificando quel marchio che usano, piuttosto che un altro e questo non fa bene, soprattutto all’evoluzione del marchio principe: IL RICONOSCIMENTO DELLA FIGURA PROFESSIONALE DI TECNICA DELLE UNGHIE. Lo so bene, grazie alla formazione avuta da te e dall’Azienda. Un grosso abbraccio. Paola

    • Esatto. Non è questione di brand ma di espressione artistica e di rispetto per la professione dell’onicotecnica che si manifesta in molti modi diversi, con scopi e finalità diverse. Grazie per il commento. È stato un piacere lavorare con te. Un caro saluto.

  4. Manuela scrive:

    Bell articolo! Condivido pienamente……

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