logo di mara debora piazza

Lavorare in fiera per un brand di unghie, come mi preparo al Cosmoprof 2016.

aleks-nail-atelier-per-debora-mara-piazza

Puntuale, ogni anno, arriva il Cosmoprof, la più importante fiera della bellezza a livello mondiale. Non conto più il numero di volte in cui ho partecipato lavorando presso uno stand, forse 15? Ho ricoperto ruoli diversi ma prevalentemente come dimostratrice ai tavoli unghie.

Quante cose sono successe nel mondo della ricostruzione unghie, manicure e pedicure nel frattempo. Novità, sia a livello formativo sia a livello di sistemi e prodotti che hanno rivoluzionato il mercato. La cosa che più di tutte, però, ritengo importante è come sia cambiata la percezione dell’industria delle unghie in Italia ed il ruolo dell’onicotecnica nella mente degli addetti ai lavori e dei clienti finali.

Oggi, il nostro è un mercato professionale a tutti gli effetti, non c’è più posto per il pressapochismo o l’improvvisazione e per questo ho imparato che si deve arrivare in fiera preparati per dare il meglio. Cosa intendo per preparazione?

#1 Essere coscienti del proprio ruolo: so bene che essere chiamati a lavorare in fiera da una azienda che si rispetta e con la quale si collabora magari tutto l’anno, è percepito come un onore. Quello che non sempre è chiaro, fin da principio, è che non stiamo andando a lavorare in fiera per far vedere quanto siamo brave o per noi stesse. Questo è solo un valore aggiunto, perché l’evento diventa anche occasione di mettere a frutto tutte le proprie capacità e conoscenze, ricevendo un feedback da altre professioniste come noi. In fiera stiamo lavorando per la marca che ci ha ingaggiato, per rappresentarla, per incarnarne i valori, la filosofia, la metodica di lavoro, l’immagine. Ho imparato che un brief precedente all’evento, con i responsabili dell’azienda, aiuta a chiarire cosa ci si aspetta da noi, come deve essere fatto e quale linea seguire per tutta la durata della manifestazione. Garantisco che, una volta chiaro il ruolo che si dovrà coprire in tutte le sue sfumature, il lavoro procederà liscio come l’olio e le probabilità di essere chiamati nuovamente dall’azienda, l’anno successivo, saranno alte.

#2 Conoscere e studiare i nuovi prodotti: se c’è una novità, la cliente vuole conoscerla. Ed è molto probabile che chiedano a noi, al tavolo da dimostrazione, di spiegarne caratteristiche, benefici ed impiego. Lavorare al Cosmoprof e ad ogni altro evento come rappresentante di una marca ci mette nella posizione di essere l’avanguardia del personale che lavora allo stand. Farsi trovare impreparate è uno smacco alla nostra professionalità, indice di poca serietà verso l’azienda che ci sta dando da lavorare e una grande forma di non rispetto per le clienti che investono tempo e denaro per venire in fiera. Ci sono nuovi sistemi? Quali sono i colori moda? Ci sono collezioni smalto o gel in lancio? Studiamo prima per dare il massimo poi.

#3 Stile delle unghie: tutti abbiamo gusti personali e preferenze. Detto questo, non siamo in fiera per farli conoscere al mondo. Quello che ci si aspetta da noi è avere unghie perfette sotto ogni punto di vista che raccontino e rappresentino il brand per il quale lavoriamo. Sia che scegliate di realizzarle voi stesse o che chiediate ad un collega (grazie Alek’s Nail Atelier!) di farle per voi, tenete presente immagine, stile, colori e concept del brand dove lavorerete. Ad esempio, le unghie in apertura di questo articolo, sono le unghie che porterò al Cosmoprof. Io sono una grande amante del nero, del grigio, del bianco e del rosso con qualche accenno di oro o argento. Eppure le unghie che avrò quest’anno sono azzurre, colore di grande tendenza nella prossima primavera e in linea con le collezioni del brand che rappresenterò. Quello che il collega ha fatto per me è stato incorporare colori e temi decorativi in linea con il brand ma con richiami al mio gusto personale, stando attento che non diventassero in alcun modo predominanti. Mi sembra un ottimo compromesso, no?

#4 Attenzione al dress code: l’abito non fa il monaco ma di certo influenza il giudizio di chi ci vede o incontra per la prima volta. Le aziende tengono molto alla propria immagine e, giustamente, fanno ogni sforzo possibile perché sia coordinata e riconoscibile, soprattutto in contesti in cui ci sono più marchi l’uno accanto all’altro. Per questo motivo, se è prevista una uniforme, una maglietta con logo, oppure dei colori aziendali, è importate vestirsi secondo le indicazioni. Ancora una volta, non siamo chiamate ad una sfilata di moda o ad una festa con amiche. Stiamo lavorando e vogliamo farlo nel modo più professionale possibile. Un consiglio aggiuntivo è quello di legare i capelli, dove applicabile, per evitare di doverli toccare di continuo per rimetterli a posto e di optare per un make-up elegante e non troppo impegnativo da mantenere, occhi alla King-Fu Panda dopo due ore di faretti, calca e caldo non sono esattamente il sogno di nessuna donna. Nemmeno quello dell’onicotecnica che lavora in fiera!

#5 Piedi comodi, sanità di mente: adoro i tacchi. Ovviamente il tacco deve essere adeguato al tipo di occasione in cui ci si trova. Sandali gioiello con il tacco 12 cm mentre si lavora in fiera non sono la scelta più fortunata (a meno che non ci sia un motivo preciso, indicato dall’azienda, per il quale farlo). Un paio di décolleté, mono colore, con un tacco al massimo di 1o cm sono una scelta davvero più indicata. Stando seduti al tavolo da lavoro per tante ore, però, gambe e piedi si gonfieranno e se i piedi iniziano a far male, non so voi, ma la mia mente si rifiuta di concentrarsi sul lavoro da fare. Avere un paio di scarpe comode, di ricambio, magari delle ballerine, si rivelerà una delle scelte più sagge mai fatte. Promesso.

#6 Rispetto, rispetto, rispetto: l’ho lasciata quasi come ultima voce ma poteva anche essere l’unica, quella che le incorpora tutte. Rispetto per le clienti che vengono in fiera, anche quando sono difficili, anche se non sono esperte come noi e magari dicono cose buffe. Rispetto per le persone che fanno la fila al nostro tavolo da dimostrazione, con pazienza. Rispetto per lo staff dell’azienda ed i colleghi di lavoro, sempre. La fiera, il Cosmoprof in particolare, è una esperienza meravigliosa ma stressante e terribilmente stancante. Gli orari delle pause non possono essere stabiliti in anticipo, sia per la scappata in bagno che per il pranzo. Per questo, quando ci viene chiesto di fare pausa, cerchiamo di farlo e subito, contenendo il numero di minuti in cui ci assenteremo dalla postazione di lavoro. Venti minuti, al massimo mezz’ora. Non solo le clienti staranno aspettando che al nostro tavolo torni la dimostratrice ma anche i colleghi che lavorano con noi aspettano il nostro ritorno per poter avere, uno alla volta, il loro momento di pausa.

#7 Divertitevi! Per quanto stancante, la fiera può diventare un momento di buonumore e condivisione, dopo l’orario di chiusura, in compagnia dei colleghi. Magari una bella cena tutti insieme, per raccontarsi la giornata e scaricare le tensioni. Un momento prezioso per ritrovare l’energia per affrontare il giorno seguente.

Con questo, chiudo. Io sono pronta. Un grande in bocca al lupo a tutte le colleghe ed i colleghi, anche quelli che lavorano per altri brand: il Cosmoprof “mette d’accordo” tutti noi. Vero?

Se avete altri consigli oppure volete raccontarmi di come vi preparate voi, la sezione commenti è aperta.

A presto!

 

Contatto media e business, PR Manager: Katia @ KA-C Katia Anna Calabrò

Disclaimer: le unghie nella foto sono state realizzate da Alek’s Nail Atelier per Debora Mara Piazza. Ogni utilizzo o riproduzione di questa immagine, senza autorizzazione, è proibito.

 

 

FacebookTwitterGoogle+PinterestLinkedInEmailCondividi
Debora Mara Piazza
Related Posts

Discussion about this post

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *